principali novità del decreto correttivo

ALCUNE DELLE PRINCIPALI NOVITÀ DEL DECRETO CORRETTIVO AL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI


A poco più di un anno dall’entrata in vigore del Nuovo Codice degli Appalti (d.lgs. n. 50/2016), adottato dal Governo italiano in recepimento delle Direttive Europee 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, il testo di legge è stato profondamente modificato con il d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56, recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50” (il “Decreto Correttivo”) entrato in vigore il 20 maggio 2017, dopo essere stato pubblicato 15 giorni prima sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2017, Supplemento Ordinario n. 22.

Il Decreto Correttivo interviene in modo significativo sul testo del Nuovo Codice degli Appalti, si tratta infatti di un testo di 131 articoli che apporta circa 300 modifiche al testo di legge previgente incidendo profondamente sulle modalità di svolgimento delle procedure di gara, oltre a correggere alcuni refusi ed errori materiali di coordinamento tra le previsioni del Nuovo Codice degli Appalti.

Alcune delle principali novità introdotte dal Decreto Correttivo sono le seguenti.


APPALTO INTEGRATO ESTESO AI CASI IN CUI L’ELEMENTO TECNOLOGICO È PREVALENTE, ALLA LOCAZIONE FINANZIARIA E ALLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO

E’ stato introdotto nuovamente il cd. appalto integrato (vale a dire l’affidamento della progettazione esecutiva congiuntamente all’esecuzione dei lavori ponendo a base di gara il progetto definitivo predisposto dalla stazione appaltante) che era stato abolito dal Nuovo Codice degli Appalti. Ora è infatti consentito l’utilizzo dell’appalto integrato in tutti i casi di affidamento di un contratto in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto di appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori (art 59, comma 1 bis). Inoltre, l’eccezione al divieto di appalto integrato (che prima era prevista per gli affidamenti a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione e partenariato pubblico privato e contratto di disponibilità) è stata ora estesa anche alla locazione finanziaria e all’affidamento dei lavori pubblici da parte dei soggetti privati titolari di permesso di costruire, relativi alle opere di urbanizzazione a scomputo (art. 59, comma 1).

Oltre a tale ipotesi è stato introdotto un regime transitorio che consente di utilizzare lo strumento dell’appalto integrato per gli affidamenti il cui progetto definitivo era già stato approvato al 19 aprile 2016 (data di entrata in vigore del Nuovo Codice degli Appalti) e sempre che il relativo bando venga pubblicato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto Correttivo (20 maggio 2017) (art. 59, comma 1 e art. 216, comma 4 bis).

MASSIMO RIBASSO PER LAVORI FINO A 2 MILIONI DI EURO

I lavori di importo fino a 2 milioni di euro potranno essere aggiudicati col criterio del prezzo più basso (in precedenza la soglia prevista dall’art. 95 era di 1 milione di euro). Tale soluzione è consentita tuttavia solo se l’affidamento avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo e con applicazione obbligatoria dell’esclusione automatica dell’offerta che risulti anormalmente bassa. Le stazioni appaltanti, al ricorrere delle condizioni previste, potranno quindi utilizzare il criterio del massimo ribasso, al posto di quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, approfittando così di una gestione più snella della procedura rispetto a quella prevista per gli appalti di valore più elevato (art. 95, comma 4, lett. a)).

QUALIFICAZIONE PER I LAVORI PUBBLICI

Con riferimento alla qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, il Decreto Correttivo prevede che per ottenere l’attestazione SOA (in ogni caso necessaria per poter eseguire i lavori), il periodo di attività dell’operatore documentabile, circa il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, è il decennio (non più il solo quinquennio), antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA (art. 84, comma 4, lett. b)).

IL SUBAPPALTO E IL LIMITE DEL 30%

Le novità introdotte dal Decreto Correttivo con riferimento al subappalto riguardano l’eliminazione della possibilità per la stazione appaltante di prevedere o meno la facoltà per gli affidatari di ricorrere al subappalto. Nel previgente testo dell’art. 105 era infatti stabilito che la possibilità per gli affidatari di ricorrere al subappalto dovesse essere espressamente prevista dal bando di gara. Tale previsione è stata invece abrogata dal Decreto Correttivo, con la conseguenza che il subappalto potrà sempre essere utilizzato dagli aggiudicatari, anche nel silenzio del bando di gara. Resta invece il limite del 30% riferito al valore complessivo del contratto (art. 105, comma 2).

RATING DI IMPRESA FACOLTATIVO

Il rating di impresa non è più un obbligo per la qualificazione delle imprese a partecipare alle gare, tale sistema diviene così facoltativo e avrà solo un carattere premiale dando diritto ad un punteggio aggiuntivo in sede di partecipazione alla gara. Ricordiamo che il rating di impresa è il sistema di qualificazione delle imprese – che è stato introdotto proprio dal Nuovo Codice degli Appalti – emesso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (“ANAC”) sulla base di criteri qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, in grado di dimostrare l’affidabilità delle imprese (art. 83, comma 10).

PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO (PPP): I LIVELLI DI PROGETTAZIONE E IL CONTRIBUTO PUBBLICO

Tra le modifiche che sono state introdotte con riferimento ai contratti di PPP, vi è la modifica del livello di progettazione che deve essere posto a base di gara nelle procedure per l’aggiudicazione di tale tipo di contratti. In particolare, è stato soppresso il secondo periodo del comma 1 dell’art. 180 del Nuovo Codice degli Appalti che prevedeva che i contratti di PPP potessero avere ad oggetto anche la progettazione, sia quella di fattibilità tecnico economica sia quella definitiva. In questo modo l’attività di progettazione poteva essere completamente demandata al futuro aggiudicatario. A seguito delle modifiche introdotte non è più consentito trasferire tout court l’attività di progettazione all’aggiudicatario selezionato e viene quindi richiesta in ogni caso una attività di progettazione in capo alla stazione appaltante. Il nuovo testo prevede, infatti, che, in ogni caso, nelle procedure di affidamento dei contratti di PPP venga posto a base di gara il progetto definitivo (art. 181, comma 2).

Sempre con riferimento ai contratti di PPP (ed anche alle concessioni) è stata innalzata la soglia massima di contributo pubblico in capo alla pubblica amministrazione che passa dal precedente 30% all’attuale 49% del costo dell’investimento complessivo (comprensivo di oneri finanziari). Tale ultima modifica ha lo scopo evidente di rendere possibile la realizzazione da parte dei privati anche di quelle opere che non sarebbero in grado di sostenersi autonomamente (art. 180, comma 6 e per le concessioni art. 165, comma 2).

OFFERTA ECONOMICA: MASSIMO 30%

Con riferimento al criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa è stata introdotta la previsione del limite del 30% per il peso da attribuire al punteggio economico, così da valorizzare gli elementi di natura qualitativa (art. 95, comma 10 bis). E’ inoltre stato previsto che, per gli appalti aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti non potranno attribuire alcun punteggio per l’offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo a base d’asta (art. 95, comma 14 bis).

 

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giovanna landi,
24 lug 2017, 09:41
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